Da “PRATICHIAMO IL FUTURO” di Andrea Pavan

Attualmente siamo immersi in una situazione storico-ambientale in cui il governo mondiale appare ben cosciente dell’emergenza climatica di oggi e, ancor più, di domani. Come ultimamente suggerito dal climatologo Luca Mercalli i fenomeni climatici strani ed estremi che stanno avendo luogo in Italia in questo periodo hanno un collegamento diretto con questa enorme problematica planetaria. Durante l’intervista condotta dalla giornalista Roberta De Carolis nella vicina Trento, a metà gennaio Mercalli ha specificato che: “il problema dei cambiamenti climatici è molto complesso e quindi esige una comunicazione rigorosa. Proprio per questo motivo ha bisogno di tempo ed approfondimento. Oggi invece l’informazione è schizofrenica, rapida, e non permette quasi mai di scendere nei dettagli”.

NON POSSIAMO PIU’ GIRARE LO SGUARDO

Va sottolineato, tuttavia, come il problema dei cambiamenti climatici sia oggi analizzato dai più importanti istituti di ricerca scientifica del mondo (nel 1988 è nato il comitato Intergovernativo sui cambiamenti climatici), e non va dimenticato come ci siano, ormai, degli accordi internazionali che prevedono importanti riduzioni degli impatti delle attività umane sul clima. Abbiamo, dunque, tutta l’autorevolezza del caso per spazzare via i dubbi che purtroppo continuiamo a sentire sui cambiamenti climatici (per esempio: “forse non sono veri”, “forse l’uomo non c’entra”, “tutte bufale!”, ecc). Insomma: i cambiamenti climatici sono ormai sanciti dalle più alte autorità scientifiche e governative del mondo.

DOBBIAMO FARE QUALCOSA. E SUBITO

Adesso si tratta di agire, di comunicare il senso di urgenza, perchè più si aspetta e più i problemi si ingigantiranno nei prossimi anni, ed a quel punto sarà difficilissimo porvi rimedio. Dobbiamo mettere in pratica le soluzioni (l’utilizzo delle energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi, il miglioramento dell’efficienza energetica, la riduzione dei rifiuti e dei consumi) che potranno, se applicate con rapidità ed incisività, portarci fuori dall’area di rischio dell’aumento di temperatura dei prossimi decenni. Considerando questa come la grande problematica dell’uomo del XXI secolo, è comprensibile che le persone si possano sentire impotenti e, magari, tante piccole soluzioni che ognuno di noi potrebbe adottare nel piccolo della propria vita ci trovano pigri per vizio o abitudine.

I NOSTRI ROBIN WOOD

Ma a Portogruaro, ormai da diverso tempo, esiste un gruppo informale di persone, denominato “Robin Wood”, che ha deciso di rispondere al problema facendo la cosa più semplice e lampante che possa venire in mente: piantare alberi! Un atto di una semplicità disarmante ma molto più potente di quanto non si possa credere sia a livello simbolico e sia nella realtà dei fatti. Pensiamo solo che, ad esempio, un impianto fotovoltaico domestico può produrre un beneficio ambientale in un anno uguale a quello prodotto dalla vita di sei alberi.

Questo ci fa comprendere come piantare alberi possa avere un valore ambientale reale veramente enorme. Il gruppo di piantatori di alberi “Robin Wood” è certamente un’allegra brigata, come si evince dal nome, che simpaticamente si rifà al nome dell’eroe Robin Hood, storpiando e trasformando la seconda parte del nome nel corrispondente inglese della parola “legno”. La genuinità dell’esperienza di “Robin Wood” si evince da tante piccole cose: dall’obbiettivo semplice e puro, dall’allegria che si crea nel comune lavoro manuale, dalla convivialità spontanea che nasce da persone che liberamente scelgono di dedicare parte del proprio tempo a scavare buche, trapiantare, curare luoghi in stato di abbandono e controllare la crescita di piante che sono considerate un pò come figlie adottive. E’ bello per i piantatori di alberi, viaggiando per il territorio del Portogruarese, riconoscere qua e là qualche albero che si ricorda quando ancora era un seme. E’ una banalità, ma allo stesso tempo si trasforma in un’esperienza tanto potente da cambiare le persone. Si dice, infatti, che piantando alberi si diventa pioù gentili, e sicuramente un effetto del genere esiste realmente se con tanta energia viene portata avanti questa importante e bella iniziativa.

LA’ DOVE SPUNTANO GLI ALBERI

Farnie, Ontani, Carpini, Aceri e molte altre specie di alberi che tipicamente si trovano nel nostro territorio, stanno ricominciando a popolare interstizi di territorio in stato di degrado o abbandono. Spesso la pianificazione delle città lascia molti di questi spazi tagliati fuori dalla nuova territorializzazione, che trasformandosi in non-luoghi rimangono nell’ombra, non essendo più vissuti e curati. E’ proprio da qusti spazi marginali che “Robin Wood” ha iniziato, con la profonda consapevolezza che se vogliamo garantirci la possibilità di continuare a calpestare la terra di questo pianeta, tutti devono essere coinvolti, a partire dagli ultimi, e tutto deve essere preso in considerazione a partite dai luoghi più dimenticati.”

Robin Wood